L’uomo non è affatto il padrone della Terra, ma soltanto uno dei suoi condomini più spiacevoli e molesti

Abbiamo sempre creduto che le superpotenze fossero le vere padrone della Terra e di dipendere dai mercati di Stati Uniti, Cina e Unione Europea. Non è affatto così. L’unica vera ed eterna potenza planetaria è La Nazione delle Piante, la più popolosa e importante (soltanto gli alberi sono oltre 3000 miliardi). Le piante determinano anche i colori del tricolore della Nazione e della Terra: verde per la vegetazione, bianco per le nuvole e blu per l’acqua.

Stefano Mancuso è l’autore del libro “La Nazione delle Piante”, ma è anche uno scienziato di fama internazionale e dirige il Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’Università degli Studi di Firenze. Con grande umiltà traduce in un linguaggio accessibile a tutti le sue conoscenze e ci mette anche tanta creatività, creando questa meravigliosa Nazione e stilando, per di più, la Carta dei Diritti delle Piante, composta da otto articoli.

art.1 La Terra è la casa comune della vita. La sovranità appartiene ad ogni essere vivente.

art.2 La Nazione delle Piante riconosce e garantisce i diritti inviolabili delle comunità naturali come società basate sulle relazioni fra gli organismi che le compongono.

art. 3 La Nazione delle Piante non riconosce le gerarchie animali, fondate su centri di comando e funzioni concentrate, e favorisce democrazie vegetali diffuse e decentralizzate.

art.4 La Nazione delle Piante rispetta universalmente i diritti dei viventi attuali e di quelli delle prossime generazioni.

art.5 La Nazione delle Piante garantisce il diritto all’acqua, al suolo e all’atmosfera puliti.

art.6 Il consumo di qualsiasi risorsa non ricostituibile per le generazioni future dei viventi è vietato.

art.7 La Nazione delle Piante non ha confini. Ogni essere vivente è libero di transitarvi, trasferirsi, vivervi senza alcuna limitazione.

art.8 La Nazione delle Piante riconosce e favorisce il mutuo appoggio fra le comunità naturali di esseri viventi come strumento di convivenza e di progresso.

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Il libro segue gli articoli della Carta dei Diritti delle Piante e ce ne spiega i contenuti e soprattutto il perché le piante siano la cosa migliore esistente in natura.

Questi esseri hanno letteralmente formato il pianeta e dai quali animali – uomini ovviamente inclusi – dipendono. Eppure delle piante conosciamo pochissimo o quasi nulla. E’ un problema enorme che ci impedisce di comprendere quanto le piante siano importanti per la vita sulla terra e per la nostra personale, immediata sopravvivenza.

Stefano Mancuso fa, anche, delle riflessioni sui cambiamenti climatici e le loro conseguenze, nonché sui danni causati dal “condomino più spiacevole e molesto” nel voler esportare piante e animali e trapiantarli in ambienti che non rappresentano il loro habitat naturale. Ci spiega ad esempio la presenza dei pappagalli verdi nelle nostre città e di quella volta che l’uomo ha piantato il fico d’india in Australia, distruggendo così un’intero ecosistema.

Bisognerebbe piantare una pianta in qualsiasi punto sia possibile farlo, soprattutto nelle città. E questo è anche un progetto che, si spera, avverrà presto nella città di Firenze che pare verrà adornata da migliaia e migliaia di piante.

La Nazione delle Piante è un libro che fa riflettere, che ci riempie di conoscenza e, con mia grande sorpresa, fa commuovere. Credo sia giunta l’ora di tornare da nostra Madre.

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