Nessuno vede gli alberi. Vediamo la frutta, vediamo le noci, vediamo il legno, vediamo l’ombra. Vediamo gli addobbi o il bel fogliame caduto… Ma gli alberi – gli alberi sono invisibili.

Il Sussurro del Mondo” è un libro di Richard Powers, un libro potente che è stato insignito dell’alto premio Pulitzer 2019.

Siamo in un’epoca in cui, fortunatamente, si dà maggior attenzione all’ambiente, all’ecosistema, ai cambiamenti climatici. Un po’ di coscienze si stanno risvegliando, anche se non basta, e la nostra Terra pare sia destinata a mutare in continuazione… sempre in peggio. Eppure, io non voglio essere pessimista, voglio credere in un’illuminazione del genere umano e nel riequilibrio della biodiversità. “Il Sussurro del Mondo” di Richard Powers potrebbe rappresentare il manifesto della rivoluzione per salvare il nostro Pianeta.

Non tutto quello che piantiamo attecchirà. Non tutte le piante cresceranno rigogliose. Ma insieme possiamo guardare quelle che riempiranno il nostro giardino.

Il libro è suddiviso in quattro macro capitoli, i cui nomi richiamano le parti strutturali fondamenti di un albero: Radici, Tronco, Chioma, Semi.

Radici è l’unico che racchiude dei sottocapitoli, otto per l’esattezza, che introducono i nove protagonisti. Ogni sottocapitolo ha il nome proprio di ogni protagonista: Nicholas, Mimi, Adam, Ray e Doroty (gli unici in coppia), Douglas, Neelay, Patricia e Olivia.

L’autore narra le loro storie, le loro vite e collega, e lega, ogni protagonista a un albero: castagno, gelso, acero, tiglio, quercia, pino e fico, baniano, quercia. Personaggio e albero sembrano essere l’uno lo specchio dell’altro, o il faro che indica la direzione. Fatto sta, che il rapporto uomo albero è fondamentale, se non necessario.

I vari protagonisti che sono stati presentati ognuno con storie a sé stanti, nei capitoli successivi, Tronco, Chioma e Semi, si incontreranno. Incontri non solo fisici, ma anche per vie traverse, in modi misteriosi ma destinati. Molti di loro, con l’anima diventata un tutt’uno con quella degli alberi, lotteranno per salvarli, per salvare le foreste e l’aria che respiriamo. Abbandoneranno le loro sicurezze pur di lottare, fare sit in, diventare degli eco “terroristi”, per un bene supremo la cui salvezza dovrebbe essere scontata per ogni essere umano. E per chi invece, pur avendoli tutti intorno, non ha mai “visto” gli alberi, il fluire della vita darà loro la luce e gli occhi.

Noi tutti percorriamo insieme la Via Lattea, alberi e uomini… In ogni passeggiata a contatto con la natura si riceve molto di più di ciò che si cerca. La via più chiara nell’universo è quella che attraversa una foresta selvaggia.

Richard Powers ha una scrittura magnetica, forbita, che rende difficile lasciare la lettura; lo si vorrebbe leggere tutto d’un fiato. Le storie e i protagonisti son tanti, molti gli intrecci, ma non si perde mai il filo, si resta incollati alle pagine. Le parole e le forte emozioni ci restano dentro, mettono radici e un maestoso albero sicuramente crescerà in ognuno di noi.

È un libro imponente, difficile da dimenticare e a cui posso solo dire: grazie!

Gli prende la mano tremante al buio. È una bella sensazione, proprio come deve sentirsi una radice, quando dopo secoli trova un’altra radice da piegare e con cui intrecciarsi sottoterra.

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