Può un fungo salvare la vita?

Long Litt Woon, donna di origini malesi, vive ad Oslo da decenni, trasferitasi in gioventù, per amore, per vivere con colui che diventerà suo marito. Ma un giorno il marito va al lavoro… e non tornerà più. Mai più. E’ morto.

Si ritrova a gestire un dolore enorme. Ma come si può affrontarlo? Come si può vivere senza al tuo fianco l’amore della tua vita? Come puoi resistere a non poterlo più abbracciare, a non sentire il suo profumo? Come?

Finisce in un vortice di apatia, di disconnessione dal mondo.

Spinta da alcuni amici, si iscrive a un corso di micologia, per imparare e riconoscere i funghi spontanei epigei. Le lezioni si alternano tra quelle teoriche e quelle pratiche che la vedono insieme agli altri corsisti nei boschi della Norvegia. Inaspettatamente e con sua sorpresa, scopre che avvistare un fungo e iniziare a imparare a riconoscerlo provoca in lei un senso di quasi felicità. Con l’acquisizione delle giuste informazioni, sa distinguere i funghi velenosi da quelli tossici e da quelli edibili.

La più grande scoperta per lei, e anche quella che sarà la sua salvezza, è che cercare i funghi comporta l’attivazione di tutti e cinque i sensi. Bisogna osservarli, per l’appunto cercarli, toccarli, annusarli, ascoltarli, assaggiarli. Il moto di tutti i sensi la obbliga a essere presente, a tangere il mondo, a non lasciarsi trascinare nell’oblio del suo dolore.

Ritorna così a emozionarsi, a vivere, perduta nel bosco, tra gli alberi, i prati, i funghi.

La Via del Bosco è un libro che mixa perfettamente il saggio, il racconto autobiografico, il testo scientifico e perché no, la fiction. La scrittrice alterna parti, tra l’altro scritte con inchiostro verde, in cui parla del dolore per la perdita del marito, a quelle scritte con inchiostro nero in cui siamo calati nel mondo dei funghi E nonostante la distinzione che ci avvisa cosa leggeremo, il tutto è perfettamente omogeneo, come una fusione di due masse d’acqua, anzi il verde è necessario al nero e viceversa. A impreziosire ancor di più il libro ci pensano i disegni dei funghi, con i loro nomi scientifici e le loro caratteristiche.

Mi sono rivisto in ogni gesto di Long Litt Woon, in ogni suo pensiero ed emozione. Come lei, anche io cerco i funghi per colmare una mancanza, che non per forza deve essere una perdita dovuta alla morte… mi sono sentito meno strano nello scoprire che anche lei parla con i funghi, che ha una fungaia segreta e le coordinate sul gps. Mi son ritrovato, insieme a lei, a cercare i funghi e a salvare ogni volta una parte di me.

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