Sto scrivendo seduto sul divano di casa. Fuori piove. Piove da stanotte e pare voler continuare fino a questa sera. Sembra sia arrivato l’autunno, diciotto gradi, eppure soltanto ieri cercavo l’ombra per ripararmi dai raggi cocenti del sole.

Due settimane via di casa, non mi capitava da tempo, ma avevo bisogno di stare con la famiglia e di riuscire a scrollarmi di dosso i pensieri, le ansie e le preoccupazioni dell’ultimo anno. E prendermi anche una pausa dal blog e dalla pagina Instagram; rallentare i ritmi per cercare nuove idee e nuovi stimoli.

Ora però sono felice di essere tornato. Mi è mancata casa e mi sono mancate le piante che, sorprendentemente, hanno retto la lontananza, chi meravigliosamente e chi con un po’ di offesa.

I libri fortunatamente possono seguirmi ovunque e, temendo di restarne a corto e non avendo fatto da lungo tempo due settimane di mare, ne ho portati un bel po’. In realtà ho preparato un borsone solo per loro.

Ovviamente non li ho letti tutti, ma sono soddisfatto di quelli portati a termine.

Basilicò di Giulio Macaione è stato il primo libro che mi ha accompagnato durante il mio iniziale soggiorno all’Isola di Dino in Calabria. Un graphic novel che profuma di cibo del Sud; parmigiana, pizza, cous cous, caponata e salsa di pomodoro. Su tutto però persiste un odore irrinunciabile: quello del basilico. Attraverso i piatti preferiti dei protagonisti (con ricetta annessa), Macaione ci racconta la storia di una famiglia con un cuore frammezzato da ricomporre.

E che estate poteva essere senza Il libro dell’estate di Tove Jansson?! Titolo che desideravo comprare da anni, ma come sempre sono i libri che tornano da noi per farsi leggere. Sull’ultima isola abitata della Finlandia prima del mare aperto ci sono una nonna con sua nipote Sofia. Trascorrono insieme l’estate, in una natura selvaggia che alterna giornate di sole a giornate di tempesta. È un libro che accarezza e trasmette malinconia, ma quella bella, dei ricordi dell’infanzia e di un rapporto ormai perduto con i propri nonni. Un legame speciale.

Essendo ormai sbarcato su un’isola finlandese, ho deciso di non viaggiare troppo e di andare quindi alle Faroe con Isola di Siri Ranva Hjelm Jacobsen. È la storia di una ragazza che avverte il richiamo di tornare sull’isola a cui appartiene ma dove non ha mai vissuto. Purtroppo però, causa un linguaggio ricercato è un frammentarsi di storie e pensieri, non sono riuscito ad aggrapparmi alla sua anima. Probabilmente è un libro a cui ritornerò.

Un sospiro, e sotto gli occhi c’è A ondate di Aj Dungo, un graphic novel dai colori blu e crema che alterna la storia del surf, dalle origini ai nostri giorni, con la storia intima e personale dell’autore che proprio grazie al surf è riuscito a superare e a metabolizzare un enorme dolore. Poetico. Mi sono commosso.

E perché non allontanarsi dalla propria comfort zone e leggere il nuovo manga della Bao? Strange di Yuruco Tsuyuki raccoglie sei storie di coppie di uomini. Non solo storie di amore, ma anche di amicizia e di fratellanza. Ne esce fuori un libro delicato e toccante che scandaglia un po’ questo animo maschile, soltanto all’apparenza semplice. Bello, bello, bello.

Ovviamente in valigia non sono mancati i #naturalibri, che per chi mi segue su Instagram sa cosa sono. E il giardino creò l’uomo di Jorn de Précy ha meritato il mio voto pieno. L’autore parla della necessità di creare il nostro giardino, di fare in modo di renderlo in grado di sopravvivere senza un eccesso di cure. Il giardino come anima. Ci ricorda che bisognerebbe allontanarci dal cemento e dall’artificiosità della città moderna per tornare al mondo naturale, sano e vigoroso in cui il mistero della vita si manifesta in tutta la sua luminosa pienezza. Amato.

No Planet B di Mike Berners-Lee è, come dice il suo sottotitolo, una guida pratica per salvare il nostro mondo. È un manuale, fortunatamente non didascalico ma approfondito in ogni aspetto, diretto non solo alla singola persona ma anche alla comunità e alle aziende, di tutto ciò che inesorabilmente sta uccidendo il nostro Pianeta e di quello che possiamo fare per rallentare la disfatta e cercare di non fare aumentare la temperatura terrestre di ulteriori due gradi (così come è stato previsto dovrebbe accadere in un futuro molto vicino).

Tra un ombrellone è una gita in barca, mentre le vacanze giungevano al termine, decidevo altresì di completare la saga dell’Attraversaspecchi leggendo il quarto e ultimo volume, Echi in tempesta di Christelle Dabos. Purtroppo questo volume ha abbassato di molto il mio entusiasmo che è stato constante durante la lettura dei primi tre libri. Si è un po’ ripreso nelle ultime cento pagine, ma sono stato vicino dall’abbandonarlo.

Il mostro marino del premio Nobel (1912) Gerhart Hauptmann ha concluso le mie vacanze nel migliore dei modi. Un uomo di mare racconta la sua disfatta avvenuta a causa di una sirena. Ho amato le descrizioni delle sirene, non essere gentili ma mostri marini, e sono stato catturato, come sempre, dal mistero insondabile del mare. Superlativo.

Queste sono state le mie letture, qui raccontate con poche parole. Ma con la calma che meritano i libri, approfondirò sul blog alcuni di loro. Siate pazienti.

Vi abbraccio.

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