“Il mondo dietro di Te” di Rumaan Alam non ha bisogno di alcuna pubblicità. È in corso di pubblicazione in 22 paesi, finalista al National Book Award, tante sono state le recensioni positive su giornali di grande fama e, ciliegina sulla torta, avrà una trasposizione cinematografica con un cast stellare, Julia Roberts e Denzel Washington.

Amanda e Clay decidono di trascorrere le vacanze a Long Island insieme ai due figli adolescenti. Prendono in affitto una villa con piscina, un po’ appartata, al limitare di un bosco. Hanno cercato la casa su Airbnb, mirando un po’ in alto e alla fine l’hanno trovata. Più lusso di quanto potrebbero permettersi ma l’offerta era ottima.

È un po’ la famiglia stereotipata americana, o quella che siamo abituati a immaginare. Mangiano hamburger e patatine, salse ovunque, fanno la spesa comprando più del dovuto, hanno grandi macchine. I figli ruttano e puzzano di sebo e sudore; i genitori sono impegnati nei loro lavori che si fanno sul personal computer. Direi, tutto sommato, una famiglia come tante altre.

Non è semplice arrivare alla villa, è isolata in un posto dove crolla ogni connessione internet e telefonica, ma lo scopo della vacanza è anche un po’ quello, staccare completamente dalla vita frenetica di New York. È il posto giusto, circondato da alberi e spiato da cervi evanescenti.

Hanno raggiunto il loro sogno americano, peccato però che possono solo guardare con ammirazione quell’enorme casa e sognare di essere i proprietari e poterla possedere come seconda casa e raggiungerla nei fine settimana, tanto non dista molto da New York. Trascorrono così l’inizio della loro vacanza, sognando, tra un tuffo in piscina, una email di lavoro e un cocktail, ognuno con i suoi spazi.

Qualcuno però interrompe quel sogno e li desta, letteralmente, dal sonno. In piena notte una coppia di anziani bussa alla porta della villa; sono George e Ruth. Amanda non vuole aprire, non ha sentito la macchina sopraggiungere. E se sono dei pazzi?, serial killer? Chi bussa di notte a una casa di villeggiatura, tra l’altro in una posizione così remota? No, no, no, non si apre. Ma Clay apre.

Stavano tornando a casa in macchina, poi all’improvviso un blackout; hanno quindi deciso di fermarsi alla loro seconda casa che era più vicina. George e Ruth sono i proprietari della villa. E sono neri. Chiedono ad Amanda e Clay di poter dormire una notte, o almeno fino a cessata emergenza. Propongono anche di rimborsargli parte del prezzo pagato per affittarla.

Come fanno a credergli? Sono davvero i proprietari? Internet non funziona, non c’è campo per i cellulari, le TV non ricevono il segnale. Come possono verificare se effettivamente c’è un blackout, accertare la verità? Anche perché sembra che il blackout sia esteso a, boh, forse l’intera Nazione? Chi può dirlo. Sono isolati da ogni cosa. Quello che resta sono gli umani e i loro istinti. Come si fa a fidarsi di un altro essere umano? George e Ruth sono neri, possibile che la casa sia la loro? Però la proposta di rimborso fa gola, una vacanza in una villa di lusso a un prezzo regalato.

Amanda si appella al regolamento di Airbnb, non possono restare!, ma si può negare l’aiuto a due persone anziane in difficoltà? Si guardano con circospezione, si nota ogni movimento, ci si accompagna anche se si deve andare al bagno. Amanda controlla che i bambini siano ancora al letto a dormire e nel frattempo tenta di contattare il 911. Niente da fare. Quella villa è un posto sicuro?

Mentre gli umani si studiano all’interno della casa, fuori, nel bosco gli animali sono agitati. Si riuniscono in branchi, si avvicinano alla villa, la guardano, poi fuggono via. Uno stormo di fenicotteri atterra sulla piscina, poi vola di nuovo via. Sembrano voler trovare un posto sicuro, diverso e lontano da quello in cui erano in precedenza.

E il rumore, fortissimo, un tuono che sembra aver squarciato il cielo. Un rumore che spacca i timpani e fa cadere i denti. Cosa è stato? Cosa sta accadendo? Cos’è in realtà questo blackout? Gli umani dovranno continuare a diffidare l’uno dell’altro? O sono tutti delle prede che devono mettersi in salvo da un Male misterioso?

Devo ammettere che “Il mondo dietro di te” di Rumaan Alam mi ha inquietato e non poco. Se dovesse venire la fine del Mondo, noi umani saremo capaci di unirci e sostenerci come gli animali? O dovremmo prima fare i conti con la nostra diffidenza e si salvi chi può? Ho riflettuto su quanto una persona, soltanto perché estraneo, possa ingenerare terrore in un’altra persona.

Ho apprezzato tantissimo che la trama fosse imprevedibile. Inizialmente avevo pensato fosse la classica storia del terrore in cui una famiglia viene “sequestrata” da estranei con cattive intenzioni e ho creduto davvero che quella fosse la direzione, magari spingendo anche sul tema razziale. Ho pensato a una vendetta di una coppia nera su una coppia bianca scandalosamente americana. Poi però quel rumore assordante, indecifrabile, gli animali in comportamenti strani. È fuori la casa che qualcosa di davvero terribile sta accadendo e il lettore non saprà mai cosa. Un attacco terroristico, un semplice blackout, un uragano, un meteorite che si è schiantato sulla Terra, la fine del Mondo. Noi non sappiamo nulla. Viviamo semplicemente le dinamiche di queste persone, dentro a una casa, estranee tra loro (almeno in parte) che devono capire cosa sta accadendo e collaborare per mettersi in salvo.

È sicuramente più di un semplice thriller, l’autore ha incanalato nella storia un po’ di tematiche calde e assolutamente attuali; relazioni sociali, razzismo, dipendenza dalla tecnologia e, chissà, la fine del mondo a causa dei cambiamenti climatici. Quello che non ho molto apprezzato è stata la scrittura che non affondava mai troppo nella psiche dei personaggi, ma cercava più spesso il colpo visivo, rendendo meno memorabile un romanzo che ne aveva tutte le possibilità per esserlo. Non resta adesso che vedere il film.

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