Riposto tra i bianchissimi Supercoralli di Einaudi, “Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata” si fa notare anche da occhi disattenti. Indossa un abito rosa evidenziatore che evoca immediatamente luoghi festosi e tropicali (i fenicotteri rosa insegnano).

Raphael Bob-Waksberg, classe 1984, è lo sceneggiatore della pluripremiata serie animata BoJack Horseman (Netflix) che, se non avete ancora visto, vi consiglio assolutamente di recuperare, soprattutto per chi non riesce a smettere di guardare i Simpson e Futurama.

I racconti/non racconti del libro richiamano quell’atmosfera della serie animata, quella leggerezza, intelligenza e freschezza che ti rimettono al mondo. Quell’impressionante sensazione di non dover porre attenzione, perché tutto scorre velocemente tra una mezza risatina e uno strabuzzamento di occhi. Ma, mentre ti sollazzi con questo cocktail che disseta e alleggerisce l’anima, capita, e capita molto spesso, che frecce appuntite, veloci e mirate,ti punzecchino, a volte il deretano, tante altre volte il cuore.

Il cuore che gioisce devastato, perché il tema principale del libro è l’amore. E badate bene, non l’amore romanticamente romantico e romanzato, ma l’amore che devasta, nel bene e nel male, quello che fa dei giri immensi, va in vacanza, sparisce, ritorna, illude e ti fa ridere per quanto sia ridicolo.

Abbiamo la sua conoscenza in ogni racconto. C’è l’amore che si avvicina all’altare e che deve fare a pugni con i parenti; l’amore che si incontra in metropolitana e non vuole scendere più, per sessant’anni; l’amore che non riesce a depositarsi su una sola persona, e quindi si cerca e ricerca altrove; quello che si dilata in spazio e tempo e in altri universi paralleli; c’è anche l’amore di un cane per il suo mostruomo, che non è tanto diverso dal nostro.

E c’è l’amore in una lista, incompleta, di bugie. Perché l’amore può essere anche questo, una bugia.

“Ti amo”. “T…ti amo anche io”.

Come nella serie animata BoJack Horseman in cui gli umani relazionano con donne gatto o uomini foca, anche in questi racconti ci sono elementi sovrannaturali, situazioni che nella vita vera non potranno mai (e chi può dirlo!) accadere. Il peso specifico delle storie, però, è talmente potente che non te ne frega, non te ne accorgi. È tutto perfettamente reale.

“Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata” di Raphael Bob-Waksberg è un lunapark, sotto al sole cocente, in cui si sale e si scende dalle giostre. Si ride a crepapelle, ma si ha anche un po’ di nausea esistenziale per quella giostra che, quando meno te l’aspetti, ti fa girare vorticosamente a testa in giù, il tutto però in un clima di festa che odora di popcorn al caramello e di zucchero filato.

Puoi scrivere tutto, puoi metterlo nel tuo diario dei fatti, ma la verità è che nessuno può capire davvero l’intreccio di esperienze e passioni che ti rende quello che sei. È una collezione privata, un linguaggio segreto, un sassolino nella tasca che gingilli quando sei in ansia, duro come la geometria, liscio come il sapone.

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