Margherita B. si occupò delle gemelle Lavinia e Lucrezia Ordelaffi dalla fine di luglio alla metà di agosto del 2018. La stesura del diario ha richiesto poco meno di dieci giorni. La calligrafia, nitida e leggibile, non tradisce incertezze e questo mi sorprende perché nessuno, nella sua condizione, avrebbe potuto mantenere una tale lucidità.

Inizia così “Loro” di Roberto Cotroneo. Un incipit che ci fa immediatamente capire che c’è qualcosa che è andato storto nella vita di Margherita B., e c’entrano due gemelle, Lavinia e Lucrezia.Queste tre persone hanno trascorso una decina di giorni insieme; è un altro dettaglio che cogliamo. Quali erano i loro rapporti? Basta proseguire, poche pagine, e capiamo che Margherita B. era stata assunta come istitutrice dalla madre delle due bambine, le due gemelle.

Risalendo in macchina non immaginavo che avrei attraversato un chilometro di parco, di circa novanta ettari, prima di trovarmi di fronte a un giardino meraviglioso che incorniciava, ancora più in fondo, una villa che sembrava luccicare. Era una villa senza muri esterni. Il luccichio veniva dai vetri che abbracciavano gli interni senza nasconderli, lasciandoli sospesi. Era il posto più sorprendente che avessi mai visto…

Abbiamo tutto gli elementi: un’istitutrice, due bambine e una villa isolata fuori Roma. Chi ama il romanzo gotico ha sicuramente pensato al grande classico “Il giro di vite” di Henry James. E Roberto Cotroneo non lo nasconde, addirittura cita Henry James, proprio per far capire a chiunque che “Loro” è un omaggio a “Il giro di vite” e al romanzo gotico nel senso più ampio.

Alessandra e Umberto sono i genitori di Lavinia e Lucrezia. Sembrano felici, facoltosi, interessati all’istruzione delle due bambine. Hanno una casa meravigliosa, senza mura esterne se non vetrate, realizzata da un famoso architetto. Ci sono la cuoca, un’addetta alla manutenzione, altro personale vario, e il giardiniere Gaetano, senza una gamba, che cura le sue rose piene di spine.

Le gemelle sono indistinguibili, monozigoti; è impossibile vestirle diversamente. Talvolta anche i genitori non riescono a riconoscerle. Soltanto i loro caratteri e i loro interessi variano. Si rincorrono per casa, in giardino, giocano insieme, e spesso rivolgono lo sguardo alla nuova istitutrice, Margherita. Le sorridono. Sorrisi non di partecipata gioia. Sono sorrisi che hanno preso in prestito le labbra di Lavinia e Lucrezia per beffeggiare.

Mentre si odono le note della Sonata numero 9 di Aleksander Skrjabin, la Messa Nera, Margherita cade nel vortice di un incubo, tra apparizioni notturne, antiche statue, l’inquietante giardiniere che sembra essere ovunque, e un segreto racchiuso da questa casa di vetro, evanescente come i fantasmi.

Roberto Cotroneo ha prestato la sua penna alla più grande storia classica di fantasmi, per renderle omaggio e dirle grazie. Il romanzo mi è sembrato scritto in un incredibile stato di grazia. La sua scrittura è infatti elegante, incorporea, sospesa. “Loro” è una bomboniera gotica che non racconta nulla di nuovo, tutto è già stato letto altrove, ma ha dato vita a quel luogo malinconico, sicuro nella sua pericolosità, dove ogni amante del romanzo gotico ha bisogno di tornare per sentirsi a casa.

2 pensieri riguardo ““Loro” di Roberto Cotroneo

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