“Flush” di Virginia Woolf. Una biografia.

Quando Virginia Woolf decide di scrivere Flush è ormai una scrittrice affermata. Lo scrive per svago, come passatempo per allentare il cervello dall’ultimo giro di vite delle Onde. Aveva già scritto altri romanzi biografici, La stanza di Jacob e Orlando, ma mai un romanzo in cui il protagonista fosse, non una persona illustre, bensì un animale, un cane, a suo modo insigne in quanto era il cane – di razza cocker spaniel – della poetessa Elizabeth Barrett (1806-1861).

Come per altri romanzi, chiede aiuto a Vita Sackville-West, suo grande amore. Le chiede di mandarle una foto di Henry, il cocker spaniel del marito di lei, da utilizzare come prototipo di Flush. Henry diventerà anche il papà del cocker femmina che Vita regalerà a Virginia, il loro Amorino,e che continuerà a ispirarla per la stesura del romanzo.

Pur essendo un diversivo, Virginia Woolf scrive “Flush” con lo stesso senso del dovere avuto per gli altri romanzi. Fa letture specifiche per approfondire gli usi e i costumi della razza canina e ricerche non solo sulla poetessa Elizabeth Barrett, ma anche sulla prima padrona di Flush, Mary Russell Mitford. La conoscenza che Virginia ha di Flush, invece, è una conoscenza indiretta poiché le sue notizie sono reperibili soltanto tramite le lettere che Elizabeth Barrett scriveva. Ha dovuto inventare molto e ispirarsi al cucciolo Pinker regalatole da Vita.

Il romanzo inizia con Flush ancora cucciolo e libero di correre senza regole nelle campagne inglesi che circondano il cottage di Mary Russell Mitford, a Reading; libero di inseguire lepri e sporcarsi nel fango. La sua vita spensierata, con i tempi dilatati di uno scenario rurale, è destinata precocemente a subire un repentino cambio quando sarà costretto a trasferirsi in un appartamento di Londra, la casa di Wimpole Street, dove vive quasi da reclusa – a causa della sua salute cagionevole – Elizabeth Barrett.

Quello di lei era il volto pallido e consumato di una malata, escluso dall’aria, dalla luce, dalla libertà. Quello di lui era il volto caldo, vermiglio di un giovane animale che sprizzava salute ed energia. Due metà divise, ma dallo stesso stampo, poteva essere che ognuno completasse ciò che nell’altro era latente?

Si crea un forte legame tra loro – Flush si accoccola immediatamente sulla copertina accanto a lei – ed entrambi saranno l’uno per l’altro motivo di trasformazione. Flush dovrà fare dei passi indietro e limitarsi per amore della sua padrona, conoscerà anche la gelosia quando in casa entrerà il futuro marito di lei, Robert Browning; Elizabeth Barrett, al contrario, riuscirà a trovare la forza e il coraggio di reagire alla vita, a disobbedire agli uomini di casa e, addirittura, a incorrere in qualche pericolo nei bassifondi di Londra.

Virginia Woolf trasforma la storia di Flush in un affascinante viaggio attraverso l’amore, l’amicizia e le sfide della vita ed esplora temi profondi, come l’identità e la solitudine, dando voce al fedele compagno di Elizabeth. “Flush” è una lettura suggestiva che sfida le convenzioni letterarie tradizionali e offre un nuovo modo di esplorare la complessità delle relazioni umane, attraverso un’insolita prospettiva: gli occhi vivaci di un affettuoso cane.

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